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E’ un dettaglio particolarmente significativo ed espressivo dell’opera scultorea in marmo bianco e di grandi dimensioni che si trova all’interno del cimitero di Somana, frazione di Mandello del Lario.

  

 

L’animale rappresentato è inesistente, è stato composto dalla fantasia dello scultore G. Enrini (1899-1962) con animali diversi (cane, serpente, drago). Ha un forte valore simbolico perché come animale fantastico racchiude in sé diversi significati: come il cane morde, come il serpente stritola, come il drago è molto pericoloso. Rappresenta sicuramente il male, i nazifascisti, il pericolo e l’insidia per i partigiani mandellesi.

 

La testa è di cane per i denti, che sono molto evidenti e grossi, per il naso che è all’insù e per le orecchie che sono cadenti; può essere quella di un drago per la cresta, che è però molto piccola; può essere anche quella di un serpente crestato come abbiamo scoperto consultando testi e la rete web. La mascella “dentata” significa, secondo noi, aggressività e pericolosità

 

Il corpo non è quello di un cane e, se si tratta di quello di un drago, è piccolo e senza ali; è quindi il corpo di un grosso serpente che stritola con la forza, stringendoli, i piedi del partigiano. E’ un corpo molto lungo, molto aggrovigliato, che si arrotola in particolare alla gamba destra, mentre il muso sembra voglia morsicare l’altra gamba; così aggrovigliato ci richiama alla mente i nazisti o meglio i nazifascisti che attanagliavano l’Italia del centro-nord.

C’è secondo noi una similitudine tra i denti del cane-serpente e la suola “dentata” dello scarpone; i denti infatti si aggrappano alla gamba come gli scarponi si aggrappano alla roccia.

(analisi fatta dai ragazzi del laboratorio di Grafica, anno scol. 2006/2007)